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consigli per chi soffre di acufeni
 

# Consigli generali
# Le prime cose da fare
# Possibili terapie


CONSIGLI GENERALI


* Non lasciarti prendere dal panico: l’acufene non è generalmente sintomo di gravi patologie in atto.
* Non allarmarti, i suoni che senti potrebbero essere normali suoni creati dal tuo corpo al lavoro.
* Rivolgiti ad un medico audiologo o otorinolaringioiatra che abbia esperienze specifiche nel campo dell’acufene per avere il suo parere e cercare la terapia più efficace per il tuo caso specifico.
* Rivedi con il tuo medico le cure farmacologiche che stai seguendo: alcuni farmaci che assumi regolarmente potrebbero essere ototossici e contribuire al tuo acufene.
* Diffida di diagnosi eccessivamente negative e di chi ti dice "Non c'è niente che tu possa fare per il tuo acufene,  devi solo imparare a conviverci".
* Fà attenzione ad ogni piccolo gesto per cercare di capire se c’è qualcosa che fa scattare il tuo acufene.
* Tieniti sempre aggiornato sull’acufene: la ricerca fa ogni giorno passi avanti, individuando trattamenti e cure sempre più efficaci.
* Esamina il tuo stile di vita e cerca di evitare situazioni che ti possano provocare stress e ansia: molto spesso lo stress contribuisce a peggiorare l’acufene. 
* Presta attenzione a ciò che mangi e cerca di eliminare alcuni cibi che possono aggravare l’acufene come sale, dolcificanti artificiali, zucchero, alcool, tabacco e caffeina.
* Non ti scoraggiare se un trattamento non da subito gli effetti sperati, alcune terapie possono richiedere molto tempo prima di avere un effetto positivo.
* Proteggiti da ulteriori danni uditivi, evitando luoghi rumorosi e usando tappi per le orecchie quando non puoi evitare rumori molesti.
* Cerca di avere un atteggiamento positivo riguardo al tuo acufene, evitando previsioni negative come “il mio acufene non migliorerà mai”. Sperare in un miglioramento può aiutare ad ottenerlo.
* Non perdere tempo ad incolparti per il tuo acufene, le sue cause sono diverse e difficili da determinare.
* Non chiuderti in te stesso: spiega ai tuoi familiari, amici e colleghi di lavoro ciò che sai sull’acufene, racconta loro le tue sensazioni, indica loro quali sono le situazioni e i gesti che ti mettono in difficoltà e accetta il loro aiuto.  

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LE PRIME COSE DA FARE…


1. Prendi nota di alcuni dettagli relativi all’insorgenza del tuo acufene
Quando hai iniziato a soffrire di acufeni stavi assumendo farmaci nuovi?
Sei stato esposto a rumori forti o hai subito danni all’orecchio prima di iniziare a soffrire di acufene?
Percepisci il tuo acufene in un orecchio, in entrambi o in generale nella testa?
Il tuo acufene è costante o fluttuante per quanto riguarda il tono?
Hai una perdita uditiva?
Queste sono tutte informazioni importanti che potrebbero aiutare il tuo medico a trovare una soluzione al tuo acufene.

2. Rivolgiti ad un medico
Ci possono essere differenti cause fisiologiche associate all’acufene, come la pressione alta, l'ipotiroidismo, un eccesso di cerume e, in rari casi, un tumore al nervo acustico. Curare questi problemi può alleviare l’acufene.
Quando, invece, è possibile escludere cause di tipo patologico, il medico di base generalmente indirizza i pazienti verso uno specialista per un’ulteriore valutazione dell’acufene e per la scelta della terapia più adatta. 

3. Controlla il tuo udito
L’audiologo è uno specialista dell’udito che si occupa della diagnosi e terapia delle patologie uditive, dagli esami audiologici ai test dell’udito; può prescrivere apparecchi acustici, oltre a mascheratori e altri strumenti per la terapia dell’acufene. Spesso, per alleviare il problema acufene, alcuni audiologi propongono ai loro pazienti sedute di counseling, strategie di rilassamento, biofeedback e la TRT (tinnitus retraining therapy), una terapia che unisce il counseling all’uso di generatori sonori che arricchiscono il rumore di sottofondo percepito dal paziente.
Gli audioprotesisti, invece, sono tecnici specializzati principalmente nei test audiometrici e nell’applicazione di apparecchi acustici; tuttavia, anche loro possono suggerire ai pazienti con acufeni protesi acustiche o altri dispositivi utili come i mascheratori.
In ogni caso, anche quando vi rivolgete ad audiologi e audioprotesisti cercate di rivolgervi a personale specializzato in acufeni.

4. Confidati con il tuo medico
Cerca di parlare apertamente con il tuo medico o audiologo, descrivendo le sensazioni che provi, i tuoi sintomi, le tue paure. Questo può aiutare te a definire meglio il tuo problema e loro a cercare la terapia più adatta al tuo caso specifico e a rassicurarti nel modo giusto. 

5. Prova!
Cerca una terapia adatta a te e prova a metterla in atto.
- Apparecchi acustici, mascheratori, farmaci, TRT e altri trattamenti hanno tutti avuto effetti positivi su alcuni pazienti.
- Sottoporsi a sedute di counselling può aiutare: ansia e depressione spesso accompagnano l’acufene, soprattutto nelle prime fasi.
- La terapia cognitiva è usata per alterare il modo in cui i pazienti reagiscono al loro acufene, identificando ed eliminando pensieri e comportamenti negativi.
- La terapia di biofeedback aiuta, invece, i pazienti a controllare razionalmente il loro respiro, il battito del cuore, la pressione del sangue e la tensione muscolare. Questo trattamento viene generalmente associato al counselling e ad altre tecniche di rilassamento e riduzione dello stress.
- Alcuni casi di acufene, infine, sembrano essere connessi a disturbi a carico dell’articolazione temporo-mandibolare. In questo caso è il dentista che può intervenire con la diagnosi e la terapia, che può includere un piccolo intervento o l’utilizzo di un apparecchio mobile.
…e riprova! Una terapia che non ha dato effetti positivi al primo tentativo, non è detto che non li dia anche al secondo. Inoltre, secondo alcuni pazienti, la combinazione di più terapie è più efficace di una sola terapia.

6. Abbi cura di te!
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Proteggi le tue orecchie con tappi o cuffie quando ti trovi in contesti rumorosi. Una eccessiva esposizione al rumore può peggiorare il tuo acufene.
- Impara a rilassarti. Esercizio fisico, yoga, meditazione e l'ascolto di suoni della natura (come il ruomore della pioggia, le onde del mare, ecc.) possono aiutarti a rilassarti e ridurre lo stress. Quando sei rilassato, anche il tuo acufene potrebbe sembrarti meno fastidioso.
- Dormi. Molti pazienti con acufene riescono ad addormentarsi più facilmente con la radio accesa a basso volume, con il rumore di un ventilatore o utilizzando un mascheratore sonoro specifico. Al contrario, caffeina, alcool, sigarette e alcuni medicinali possono interferire negativamente sul sonno.
- Abbi pazienza con la terapia che stai provando. Molte terapie per essere efficaci hanno bisogno di un buon investimento di tempo.

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POSSIBILI TERAPIE

Medicina alternativa
Alcuni pazienti che soffrono di acufene hanno trovato sollievo dall’assunzione di minerali come il magnesio o lo zinco, di preparati a base di erbe come il Ginkgo biloba, di rimedi omeopatici e di vitamine del gruppo B. Altri, invece, hanno ottenuto un attenuamento del loro acufene grazie all'agopuntura, a terapie cranio-sacrali, a trattamenti fatti con magneti, all’ipnosi e all’ossigeno iperbarico.
Alcuni di questi trattamenti sono stati oggetto di studi volti a verificarne scientificamente l’efficacia nel trattamento dell’acufene; nonostante tale efficacia non sia stata provata, molti medici consigliano comunque ai propri pazienti di provare questi trattamenti dal momento che hanno pochissime controindicazioni.

Amplificazione (utilizzo di apparecchi acustici)
I pazienti con acufene associato ad una perdita uditiva possono ottenere una totale o parziale riduzione del loro disturbo mediante l’uso di una protesi acustica. L’efficacia di questo ausilio è influenzata da molte variabili; tuttavia, se la perdita uditiva si colloca nella gamma di frequenza dell’acufene, l’apparecchio acustico potrebbe far riemergere suoni che naturalmente coprono l’acufene, diminuendo il fischio percepito.

Il biofeedback
Il biofeedback è una tecnica di rilassamento che insegna a controllare alcune funzioni involontarie del corpo, come impulsi, tensione muscolare e persino la temperatura della pelle. L'obiettivo del biofeedback è quello di aiutare le persone a gestire lo stress, non tentando di ridurlo ma cercando di cambiare la reazione del corpo rispetto allo stress. Molte persone notano una riduzione del loro acufene quando riescono a modificare la loro reazione a situazioni stressanti.

Impianti cocleari e stimolazione elettrica
Gli impianti cocleari sono composti da due parti: un fascio di elettrodi che viene infilato nella coclea e un ricevitore che viene impiantato appena sotto la pelle dietro l'orecchio. Questi impianti vengono prescritti unicamente a pazienti completamente sordi o affetti da sordità profonde, dal momento che gli elettrodi, che inviano segnali elettrici sonori dall'orecchio al cervello, distruggono qualsiasi cellula ciliata, anche quelle sane rimaste.
Un recente studio ha dimostrato che la metà dei pazienti che soffriva di acufene prima di sottoporsi ad un impianto cocleare, ha sperimentato una diminuzione del proprio acufene dopo l’intervento. Ci sono due ragioni che possono spiegare questo dato: da un lato, l’acufene può essere mascherato dai suoni ambientali che l’impianto cocleare può far tornare a percepire; dall’altro, l’acufene può essere soppresso dalla stimolazione elettrica esercitata dall’impianto cocleare sul nervo acustico. Alcune forme di stimolazione elettrica, infatti, possono dare sollievo dall’acufene. 

Terapia cognitiva
La terapia cognitiva è un tipo di couneslling che si concentra sul trattamento della reazione emotiva del paziente all’acufene, piuttosto che sul trattamento dell’acufene stesso. Per produrre un cambiamento positivo nella percezione dell’acufene, un counsellor aiuta il paziente ad identificare comportamenti e modelli di pensiero negativi e a modificarli. I programmi di counselling vengono generalmente predisposti su misura per il paziente e risultano più efficaci se combinati con altre terapie.

Terapia farmacologica
Molti farmaci sono stati studiati e usati per alleviare l’acufene, ma non è ancora stato trovato un farmaco specifico per la cura di questo disturbo. Tra i farmaci che sono stati studiati vi sono farmaci anti-ansia, antidepressivi, antistaminici, anticonvulsivanti e anche anestetici. Tutti questi medicinali hanno contribuito a ridurre l’acufene in alcuni pazienti. Purtroppo, però, non è possibile indicare un farmaco sempre efficace, ma ogni paziente dovrebbe cercare di identificare la cura più utile per sé con l’aiuto del proprio medico di riferimento. Non dimenticate di discutere con lui degli eventuali effetti collaterali di tale trattamento e della possibile interazione con altri farmaci che state assumendo: dal momento che effetti collaterali si possono manifestare con qualsiasi medicina o combinazione di medicinali, starà al paziente decidere fino a che punto valga la pena di assumerli per alleviare l’acufene.
Molte persone, infine, si domandano perché le case farmaceutiche non investano nella ricerca di un farmaco efficace per l’acufene. In gran parte, questa scelta è dettata dai costi proibitivi dello sviluppo di nuovi farmaci: un rapporto di dicembre 2003 del Wall Street Journal rivela che le grandi aziende farmaceutiche spendono in media 1,7 miliardi di dollari per sviluppare un nuovo farmaco, ovvero per trovare la giusta formulazione, testarlo e commercializzarlo. Senza contare che la creazione di un nuovo farmaco ha un alto margine di fallimento: circa un farmaco su otto tra quelli testati sugli animali arriva poi sul mercato.

Terapia del suono
Il mascheramento dell’acufene con dispositivi da applicare agli orecchi è storicamente la prima terapia che ha impiegato un suono per lavorare sull’acufene. Obiettivo del mascheramento è distrarre dall’ascolto dell’acufene, almeno per il periodo in cui il suono di mascheramento nasconde l’acufene, e indurre il fenomeno di scomparsa temporanea dell’acufene (da pochi secondi a qualche ora) che talvolta si manifesta alla cessazione del suono di mascheramento.
Il mascheramento è stato affiancato dalla Tinnitus Retraining Therapy (TRT), terapia di allenamento all’acufene che si basa sul modello neurofisiologico di P. Jastreboff e J. Hazell. Ad oggi la TRT fornisce ottimi risultati e, secondo la nostra esperienza, è il trattamento più efficace disponibile.
Inoltre è offerto un sistema terapeutico integrato di terapia (Neuromonics) che comprende sia la stimolazione acustica con musica filtrata a seconda della perdita audiometria che counselling. Tale approccio non si discosta di molto dai principi della TRT. Attualmente è disponibile in Australia e USA.
Secondo le più recenti risultanze della ricerca, la TRT e il concetto di abitudine al suono dell’acufene è solo una componente della terapia del suono. Infatti il suono, con caratteristiche adeguate, può essere in grado di indurre reali modificazioni delle vie nervose acustiche tramite la plasticità cerebrale. In questo modo, in alcuni casi, si riesce a ridurre anche l’intensità oggettiva dell’acufene e a limitare in modo efficace l’iperacusia. Questo è uno degli aspetti più promettenti di cui si sta occupando la ricerca scientifica.

Disturbi a carico dell'articolazione temporo-mandibolare
L’acufene può essere sintomo di una disfunzione legata all’articolazione della mandibola: muscoli e nervi della mascella, infatti, sono strettamente collegati a quelli del orecchio e, in certe circostanze, possono interferire con i nervi uditivi. Sottoporsi a cure dentali o al riallineamento della mandibola può quindi aiutare ad alleviare il dolore alla mandibola e l’eventuale acufene ad esso associato. Per questo tipo di problemi l’indicazione è di rivolgersi ad un dentista.

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